UNA MACCHINA BIOLOGICA PERFETTA: IL CORPO;
UN MOTORE SORPRENDENTE TUTTO DA SCOPRIRE: IL CUORE E LA MENTE; E UN CARBURANTE INESAURIBILE: L'AMORE
venerdì 4 novembre 2016
AMORE O POSSESSO?
Tante
persone accarezzano il sogno di una relazione sentimentale fatta di ascolto,
comprensione, attenzioni, solidarietà e supporto, nella certezza che
un’esistenza senza sentimento sia sprecata, anche in mezzo al successo e alla
ricchezza.
L’amore è l’espressione di una
vita piena e ricca di valore.
Ma quando parliamo d’amore, non
sempre ci riferiamo allo stesso concetto.
La parola amore possiede tante accezioni e capita
spesso che pronunciandola si intendano cose diverse.
Chiamiamo amore il
sentimento coinvolgente, carico di affetto e di empatia che proviamo verso un
bambino.
E chiamiamo amore l’impulso
passionale che ci spinge a desiderare una persona.
Nel
linguaggio comune, l’amore esprime il trasporto e l’eccitazione ma
anche la tenerezza.
Indica l’altruismo, la generosità,
la comprensione e insieme la possessività, la gelosia o l’erotismo.
Questa molteplicità di
significati crea confusione e fa sì che la parola amore denoti
cose differenti secondo il contesto e il pensiero di chi la utilizza.
La cultura materialista,
purtroppo, ha riempito l’amore di significati utilitaristici, perdendo di vista
il sentimento disinteressato, generoso e libero.
Così oggi, quando sogniamo di
vivere l’amore… immaginiamo l’arrivo di qualcuno pronto a riempirci la
vita di significato, piuttosto che uno stato d’animo disinteressato, generoso e
libero, capace di bastare a se stesso.
Più che un dare, l’amore è diventato un prendere.
Pretendiamo reciprocità e
devozione, come se fossero presupposti indispensabili.
Vogliamo
essere amati e imponiamo le nostre condizioni, convinti di poterci sentire
realizzati, soddisfatti e felici, solo contando su uno scambio che ci
garantisca (almeno) la reciprocità.
Ma, quando esigiamo l’amore, armati
di pretese, richieste, buoniprincipi e
rivendicazioni, ci riferiamo davvero all’amore o piuttosto parliamo di
possesso?
L’amore è un modo di
essere, un impulso indomabile che parte dal cuore.
Il possesso invece: reclama,
misura, sfrutta, usa, giudica e, infine, impone.
L’amore
è l’antitesi del possesso.
Le sue caratteristiche
di generosità e libertà, lo rendono un sentimento mal visto di questi tempi.
Nel tentativo di limitarne la
portata sovversiva, è stato rivestito di dogmi religiosi e di significati
utilitaristici, fino a trasformare la sua energia in una trappola di contratti,
regole e doveri.
E’ per questo che oggi confondiamo
l’amore col possesso.
Ma amore e possesso sono
incompatibili per natura, e sovrapporli genera i drammi che, purtroppo,
avvelenano tante storie… d’amore.
L’amore
è.
Punto e basta.
Esiste a prescindere dalla
volontà.
Cammina danzando con la libertà.
In questa nostra società
malata di opportunismo e di avidità, però, tante persone inseguono l’amore per
soddisfare il desiderio disperato di riempire un vuoto e dare significato alla
propria vita.
Sono uomini e donne spaventati
dalla profondità di se stessi, in fuga dalla solitudine e ansiosi di legarsi a
qualcuno, nel tentativo di evitare l’ascolto del mondo interiore.
Queste persone scambiano il
possesso con l’amore e stabiliscono contratti per incatenare le emozioni e
garantirsi la reciprocità.
In questo modo coltivano la
dipendenza, intrappolando se stessi e il partner in un’esistenza priva di
libertà e di autonomia.
“L’amore è sacrificio…” affermano, convinti di aver
trovato la ricetta contro la solitudine.
Ignorano che l’amore è
generoso, rivoluzionario, indomabile, libero, capace di bastare a se stesso e
di darsi con gioia, senza pretendere nulla in cambio.
Tutto il contrario del sacrificio.
L’amore è un rapimento affettivo.
Un bisogno dell’anima.
Tutto il resto è interesse,
scambio, guadagno, conquista, sopraffazione… e delusione!
Volere qualcuno per essere amati o per amare,
non ha niente a che fare con l’amore.
E’ piuttosto un egoismo che
nasconde l’angoscia della solitudine e trascina dentro gabbie di doveri, regole
e dipendenza.
Segnala il bisogno di delegare ad
altri le responsabilità e le paure, e l’incapacità di vivere fino in fondo la
propria autonomia.
M
STORIA D’AMORE… E STORIE DI POSSESSO
Lidia ama Ivan e vuole vivere con
lui una storia d’amore.
Insieme giurano l’uno all’altra di
amarsi in eterno e vivono momenti magici di tenerezza, coinvolgimento e
passione.
Ma, dopo qualche tempo, Ivan sente
che il sentimento dolce e pieno di desiderio che lo legava a Lidia si è
trasformato in una simpatia, senza il trasporto e l’emozione di un tempo.
Lidia però non sopporta il
cambiamento del suo compagno, e tenta con ogni mezzo di ritrovare il pathos dei
primi giorni.
La comprensione tra loro si fa
difficile e, per evitare di alimentare in lei aspettative che non riesce più a
soddisfare, Ivan decide di chiudere la relazione.
“Mi hai illuso! Sei un egoista e
un insensibile! Dovresti vergognarti di te stesso!!! protesta Lidia, arrabbiata, ferita
e offesa “Con te ho sprecato il mio amore, i miei sogni e il mio
tempo!”
* * *
Anna mi chiede un appuntamento
perché sta per sposarsi ma pensa soprattutto al modo di separarsi.
“Come mai si vuole sposare se non
va d’accordo con il suo futuro marito?” le domando colpita dalla sua determinazione
kamikaze.
“Perché non può farla franca in
questo modo!”
esclama Anna irritata, stringendo i pugni “Deve almeno passarmi gli
alimenti! Io ho rinunciato ai miei anni migliori per stare con lui!!!”
* * *
Maddalena ha appena compiuto cinque
anni e, per il suo compleanno, il ragazzo che abita di fronte le ha regalato un
uccellino.
E’ un passerotto spaventato e la
piccina lo tiene fermo grazie a una cordicella, legata a una zampetta, che gli
impedisce di spiccare il volo.
Maddalena lo guarda incantata e,
nel tentativo di addomesticarlo, gli porge delle molliche di pane e dell’acqua,
che l’animaletto non degna di uno sguardo.
“Non puoi tenere un uccellino
così, devi lasciarlo volare!Non vedi che vuole tornare dalla sua mamma?” la
nonna la guarda dritto negli occhi.
“Ma io voglio che prima diventi
mio amico!” protesta
corrucciata la bambina.
“Diventerà tuo amico solo se lo
lascerai libero. Gli amici non si tengono legati per una zampa!”
La piccola ha gli occhi lucidi, le
piacciono tanto gli animali e quell’uccellino è il regalo più bello che abbia
ricevuto!
Per tutto il pomeriggio cerca di
non pensare alle parole della nonna ma intanto mille dubbi le frullano nella
testa…
“Cosa dirà la mamma
dell’uccellino, non vedendolo tornare nel nido quando è buio?”
“ Come farà a diventare grande se
non mangia?”
“ Potrà vivere sempre legato?”
Quella notte Maddalena non riesce
a dormire… ma la mattina dopo, appena scesa dal letto, libera d’impulso il
passerotto fuori dalla finestra.
“Non tornerà più da me, vero,
nonna?”
“Verrà a posarsi sull’albero che
c’è di fronte a casa e si ricorderà per sempre che tu gli hai voluto bene. Così
bene da lasciarlo andare!”
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