venerdì 16 marzo 2018

La vita non deve essere stracolma di pesi e di privazioni.

La vita non deve essere stracolma di pesi e di privazioni.

La vita non deve essere stracolma di pesi e di privazioni.

Se è così, significa che questa è la vostra scelta, il vostro sogno che state prendendo per la verità, per il dovuto.

Non dovete accettarlo. Se è troppo difficile, troppo complicato, forse non è la vostra porta.

Dovete svegliarvi, scuotervi e uscire dal sogno, ovvero, iniziare a proiettare il vostro film, un altro, e muovere i piedi verso un'altra porta.

E ricordate: gli insuccessi non sono tali; probabilmente, sono dei bivi che vi portano allo scopo.
(V.Zeland)

La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it

LA SENSIBILITA' PSICHICA e la sua attivazione

LA SENSIBILITA' PSICHICA e la sua attivazione

Cos'è la SENSIBILITA' PSICHICA?
I Tibetani l'hanno chiamata "terzo occhio", i parapsicologi "percezione parasensoriale" e gli psicologi "sesto senso". Baba Bedi diceva che queste denominazioni non sono corrette perchè riducono le funzioni di questa facoltà alla sola percezione, invece essa esplica quattro funzioni diverse.
Quindi l'ha chiamata Sensibilità Psichica sottolineando che non è un organo di senso ma un organo del sistema vibrazionale o campo energetico che consente di percepire l'Unità del Tutto.

-La prima funzione della Sensibilità Psichica è di attivare la capacità di percezione totale attraverso cui possiamo conoscere la realtà di un evento, di una situazione, di un oggetto ecc. fino alla conoscenza della Realtà Ultima. 

-La seconda funzione permette di eliminare i limiti imposti dallo spazio e dal tempo. Consente, quindi, di sondare l'invisibile. Infatti nulla è troppo lontano nel tempo o nello spazio e tutto può rientrare nell'orbita della sua percezione.

-La terza funzione si esplica nel processo di autoconoscenza che generalmente viene chiamato interiorizzazione.
Noi comunichiamo sempre, anche se in modo molto superficiale, con la parte fisica (prima di mangiare osserviamo se abbiamo fame, prima di andare a dormire sentiamo se abbiamo sonno, ecc) ma non con la nostra totalità. Infatti non siamo coscienti dell'energia che ci anima e del suo movimento continuo, dei suoi percorsi, del suo centro, delle sue funzioni, delle sue molteplici capacità, ecc. La Sensibilità Psichica ha accesso alla totalità del nostro essere e, tra l'altro, permette di scoprire i TALENTI, le capacità, che abbiamo a disposizione per realizzarci

-La quarta funzione permette di attivare i Talenti, affinchè siano vissuti pienamente.

Baba Bedi diceva che la Sensibilità Psichica non è attiva in tutti gl'individui. Fino a pochi anni fa, infatti, era un privilegio dei Santi e degli Illuminati, ora con l'inizio dell'Età dell'Acquario è giunto il momento che quest'organo funzioni in tutti gli individui perchè tutti sono destinati a diventare degli esseri umani totali. E l'essere umano non è totale se un organo del sistema vibrazionale non è attivo, anche se si tratta di un solo organo. 

In cosa consiste l'ATTIVAZIONE ALLA SENSIBILITA' PSICHICA?
L'attivazione alla sensibilità psichica si fa una sola volta nella vita e si attua in cinque incontri individuali, generalmente con cadenza settimanale. Baba ha insegnato due tecniche specifiche: una per gli adulti ed una per i bambini. Entrambe queste tecniche offrono importanti indicazioni affinchè la persona diventi sempre più consapevole delle proprie urgenze e delle capacità che ha a disposizione per soddisfarle.

Una volta attivata, la sensibilità psichica stimola le capacità positive dell'individuo e le rende attive.

LA RICERCA DEI TALENTI
Al termine dell'attivazione l'operatore fa la Ricerca dei Talenti antichi e nuovi. Tali capacità o talenti, se vissute pienamente, favoriscono l'evoluzione, lo sviluppo della personalità e la piena realizzazione dell'individuo.

I Talenti sono di due tipi: Antichi e Baby.
I Talenti Antichi fluiscono da esistenze precedenti l'attuale vita, esistono come entità dentro di noi. Se non vengono vissuti causano problemi, principalmente di tre tipi.
Nell'interiorità dell'Essere Umano i Talenti Antichi repressi reagiscono creando:
- irrequietezza e forte tensione apparentemente immotivata. Dopo essersi agitati e dibattuti, i talenti repressi si abbattono, stanchi, senza più forze proiettando depressione nell'animo umano; di conseguenza si oscilla tra tensione e depressione, depressione e tensione.
- incostanza. Qualunque cosa una persona voglia fare non riesce a metterci il cuore completamente, non vi è cosa in cui riesca ad applicarsi, cambia strada nella vita continuamente e non porta mai nulla a termine. Diventa così preda di complessi senza comprendere che tali situazioni non sono create dall'incapacità, ma dal gioco crudele delle sue vere capacità che, sentendosi soffocate, protestano, come se dicessero: "perchè non usi noi, che siamo le tue capacità, le tue potenzialità?" 
- ombre scure nei legami sentimentali. Dubbi e conflitti continui distruggono gli affetti e ci si colpevolizza l'un l'altro, senza capire che il vero problema è legato alle capacità non vissute.
La logica, in fondo, è semplice: come può essere felice la vita sentimentale se non c'è equilibrio in sè stessi? Se non si vivono le proprie potenzialità ed i propri talenti, che sono la nostra vera essenza?

Talenti Baby
I talenti detti Baby devono essere conosciuti e coltivati. Vengono dalle emanazioni planetarie nel momento del concepimento nell'attuale vita, e anche se non sono vissuti subito, non creano in genere grandi problemi.

Quali possono essere i Talenti?
I Talenti possono essere di ogni genere: danza, pittura, poesia, teatro, scultura ma anche architettura, fisica, astronomia, ricerca scientifica, botanica, giardinaggio, cucina... Ed anche legati alla percezione psichica: medianità, chiaroveggenza, radioestesia, capacità di guarire, contemplazione, capacità di comunicare con gli esseri della natura, ecc.

SURYA NAMASKARA:
il suo coronamento pratico e’ nella pratica di surya namaskara. Il termine sanscrito surya significa sole e namaskara saluto o adorazione. Per questo la pratica è nota come il ‘saluto al sole’.
È stato sviluppato in India migliaia di anni fa da saggi illuminati, che prescrissero la sua pratica a tutti come parte integrante della vita quotidiana.

L’uomo che sputò in faccia al Buddha

L’uomo che sputò in faccia al Buddha
Il Buddha era seduto sotto un albero a parlare ai suoi discepoli. Arrivò un uomo e gli sputò in faccia. Egli si asciugò, e chiese all’uomo, “E poi? Cosa vuoi dire dopo?” L’uomo era un po’ perplesso perché non si aspettava che, dopo aver sputato sul volto di qualcuno, gli si chiedesse: “E poi?”

Non era mai successo nel suo passato. Aveva insultato persone e loro si erano arrabbiati, avevano reagito. Ma il Buddha non è come gli altri, non si è arrabbiato, né in alcun modo offeso. Ma ha detto semplicemente: “E poi?” Non c’è stata alcuna reazione da parte sua.

I discepoli del Buddha si arrabbiarono, reagirono. Il suo discepolo più vicino, Ananda, disse, “Questo è troppo, e non lo possiamo tollerare. Deve essere punito per questo. In caso contrario tutti potranno iniziare a fare cose come questa.”

Buddha disse: “Tu taci. Non mi ha offeso, ma sei tu ad offendermi. Lui è nuovo, un estraneo. Deve aver sentito dalla gente qualcosa di me, che questo uomo è un ateo, un uomo pericoloso che sta gettando la gente fuori dal loro sentiero, un rivoluzionario, un corruttore. E in lui potrebbe essersi formata una qualche idea, un concetto di me. Egli non ha sputato su di me, lui ha sputato sulla sua considerazione. Ha sputato sulla sua idea di me, perché lui non mi conosce affatto, così come può sputare su di me?”

“Se ci pensi profondamente” Buddha disse “ha sputato sulla propria mente. Io non sono che parte di lui, e posso vedere che questo povero uomo deve avere qualcos’altro da dire perché questo è un modo di dire qualcosa.

Sputare è un modo di dire qualcosa. Ci sono momenti in cui senti che il linguaggio è impotente: nell’amore profondo, nella rabbia intensa, nell’odio, in preghiera. Ci sono momenti intensi in cui il linguaggio è impotente. Poi si deve fare qualcosa. Quando si è arrabbiati, profondamente arrabbiati, si colpisce la persona, ti sputano addosso, lui sta dicendo qualcosa. Lo posso capire. Deve avere qualcosa di più da dire, è per questo che sto chiedendo, “E poi?

L’uomo era ancora più perplesso! E Buddha disse ai suoi discepoli: “Sono più offeso da voi perché voi mi conoscete, e avete vissuto per anni con me e ancora reagite.”
Perplesso, confuso, l’uomo tornò a casa. Non riuscì a dormire per tutta la notte. Quando vedi un Buddha, è difficile, impossibile dormire nello stesso modo in cui dormivi prima. Più e più volte era ossessionato da questa esperienza. Non riusciva a spiegare a se stesso, quello che era successo. Egli era tutto tremante e sudato. Non aveva mai incontrato un uomo così, lui aveva mandato in frantumi la sua mente e il suo intero modello, tutto il suo passato.
La mattina dopo era di nuovo lì. Si gettò ai piedi di Buddha. Buddha gli chiese ancora: “E poi?” Anche questo è un modo per dire qualcosa che non si può dire con il linguaggio. Quando arrivi e tocchi i miei piedi, stai dicendo qualcosa che non si può dire, perché tutte le parole diventano un po’ strette. Buddha disse: “Guarda, Ananda, questo uomo è di nuovo qui, sta dicendo qualcosa. Questo uomo è un uomo di profonde emozioni”.

L’uomo guardò il Buddha e disse: “Perdonami per quello che ho fatto ieri”.
Buddha disse: “Perdonarti? Ma io non sono lo stesso uomo a cui hai fatto qualcosa. Il Gange continua a scorrere, non è mai il Gange di prima. Ogni uomo è un fiume. L’uomo che sputa non è più qui. Non vedo proprio nessuno come lui, ed io non sono la stessa cosa, tanto è successo in queste 24 ore! Il fiume ha scorso così tanto. Quindi non posso perdonarti perché non ho nessun rancore contro di te. ”
“E anche tu sei nuovo. Vedo che non sei lo stesso uomo che è venuto ieri, perché quell’uomo era arrabbiato e lui ora, si sta chinando ai miei piedi, tocca i miei piedi. Come può essere lo stesso uomo? Tu non sei lo stesso uomo, quindi cerchiamo di non pensarci più. Queste due persone, l’uomo che ha sputato e l’uomo su cui sputare, entrambi non sono più. Vieni più vicino. Parliamo di qualcos’altro.”

giovedì 8 febbraio 2018

Né troppo Ego, né troppa Umiltà

Né troppo Ego, né troppa Umiltà
In un mondo perfetto potremmo vivere con un Ego ridotto quasi a zero perché anziché identificarci con l’Io saremmo identificati nell’UNO.
In un mondo così non ci sarebbero competizioni, conflitti, sopraffazioni e prepotenze e la cooperazione,  la condivisione e l’umiltà sarebbero universalmente praticati.
Purtroppo non viviamo (ancora) in una dimensione di perfezione …

Di Ego abbiamo già parlato in molti post su questo blog (potete leggerli qui: Link articoli che parlano di Ego ), quindi oggi mi premeva di parlare del "pericolo" della “troppa Umiltà”.

Nei Secoli religioni, governi e sette hanno avuto il controllo sulle masse mantenendo il singolo essere umano medio umile e sottomesso facendogli credere che avesse bisogno di essere suddito o seguace di qualcosa o qualcuno per vivere dignitosamente nella materia ed avere la possibilità di evolvere nello spirito.

Le religioni maggiori (e chi le ha controllate/manipolate) hanno creato delle vere e proprie convinzioni globali dove la ricchezza, l’indipendenza,  la ricerca della saggezza, la libertà spirituale e persino la Felicità sono associate al male …

L’intera umanità, questo sentimento di sottomissione e schiacciante umiltà se lo porta addosso da sempre  a prescindere dal fatto di seguire o meno una determinata religione, fazione politica o setta.
Questo sentimento di inferiorità viene poi portato nella vita di tutti i giorni, dove ci si identifica con i propri limiti fisici, con gli schemi imposti e con l’indispensabile sudditanza dagli altri di cui crediamo di aver bisogno.
Ci dimentichiamo di essere Divini e di poter essere Maestri soprattutto di Noi stessi e all’occorrenza degli altri a cui possiamo dare ed insegnare più di quanto immaginiAmo .

Nella Vita ci vuole EQUILIBRIO, SEMPRE !
Finché saremo troppo umili continueremo ad affidarci sempre e solo agli altri (guru, maestri spirituali, accademici)  ed a sottostimare il nostro enorme potenziale …

Bisogna capire che è importante imparare, scoprire e fare esperienze e per questo è giusto seguire le indicazioni di chi ne sa più di noi, senza però mai affidarsi ciecamente e completamente alle altrui esperienze perché altrimenti rischieremmo di fare l’altrui strada e non la nostra.  

Pensiamo sempre  di aver bisogno di altri insegnamenti, corsi, seminari ... di non essere mai abbastanza ... invece di capire che noi Siamo !
Ci concentriamo troppo sull'avere : attestati, competenze, seguaci ... e mai sull'Essere e sul Sentire.

Spesso anche chi eccede nell’Ego e nella personificazione dell’io pecca di TROPPA umiltà, nel senso che talvolta arriva a credere di poter trovare soddisfazione e felicità solo nella sudditanza e sottomissione altrui.
Questo è solo un altro raccapricciante modo per sottovalutare le proprie divine potenzialità , senza capire che per evolvere davvero non dovremmo né sottomettere, né essere sottomessi ad alcuno … senza maestri e senza discepoli … senza superbia e senza umiltà …. Semplicemente sentirsi parte del tutto seguendo e facendo esperienza del proprio percorso.
Felice Vita

Salvatore  

giovedì 28 dicembre 2017

La misteriosa forza dei giusti che salva il mondo

La misteriosa forza dei giusti che salva il mondo

di Francesco Alberoni 
Nessun calcolo scientifico può dimostrare che essere buoni conviene. Eppure…
Perché dobbiamo essere buoni, giusti, generosi, entusiasti? Perché dobbiamo amare il nostro prossimo, spenderci, prodigarci? Ne ricaviamo qualche vantaggio? Ne veniamo ripagati?
L’unica risposta onesta è: no. Non è affatto detto che i meriti vengano premiati, che i migliori ottengano i riconoscimenti meritati. La storia, la nostra vita sono piene di esempi che ci mostrano che i generosi vengono sfruttati dagli egoisti, gli onesti vengono derubati dai ladri, i miti vengono messi a tacere dagli intolleranti.

Sono domande che si sono posti da millenni gli uomini. E che ritornano diverse volte nella Bibbia «perché i giusti soffrono e gli empi sono tranquilli?». E trovavano la risposta nella fede religiosa: Dio, alla fine, ricompenserà i buoni e punirà i malvagi secondo giustizia. Ma nella nostra epoca questa risposta non soddisfa tutti: dovremmo poter dimostrare scientificamente che conviene essere buoni. Ma non c’è nessun calcolo che lo dimostri.

Allora, perché, di fatto, molti uomini sono buoni, pacifici, generosi? La risposta è che noi siamo buoni verso coloro a cui vogliamo bene, i nostri oggetti d’amore: il nostro innamorato, i figli, i genitori, gli amici, la gente del nostro partito, della nostra chiesa e della nostra patria. Ma non è detto che ne ricaviamo sempre un beneficio, possiamo anche soffrire per chi amiamo; possiamo anche sacrificarci per i nostri oggetti d’amore.

Quindi noi non siamo buoni, giusti, generosi e amiamo il nostro prossimo per puro calcolo, ma perché in noi c’è anche uno slancio spontaneo che ci porta verso l’altro, a volere il suo bene, un bisogno di donare senza motivo. È questo slancio che controbilancia la volontà di potenza e di dominio che pervade quasi tutte le azioni umane e che, se non fosse controbilanciata da questa forza positiva, renderebbe la società invivibile. E vi sono persone che sono più equilibrate, più generose, più portate al bene di altre.

Una leggenda ebraica afferma che Dio non ha distrutto il mondo per le sue nefandezze grazie a trentasei uomini giusti, umili e sconosciuti che, con la loro presenza, hanno controbilanciato il male e fermato la sua mano giustiziera.
È una verità profonda. Per fortuna i giusti sono molti, molti di più.

Splendere della propria stessa Luce, questo è il Natale.

Splendere della propria stessa Luce, questo è il Natale.

Le inclinazioni naturali del bambino o della bambina non vengono, inizialmente, comprese, né accettate nè assecondate. Anche il bambino, di conseguenza, inizia a negarle a se stesso, per seguire l’esempio dei genitori, per sentirsi accolto ed uguale, per renderli felici.

La Lieta Novella avviene quando, ormai adulto, egli riesce a scoprirle dentro di sé, dopo aver tolto strati su strati di sovrastrutture, che non gli corrispondono. E, dopo averle viste e riconosciute, le accetta completamente, senza più dubbi né riserve, e si permetta di viverle pienamente.
Può accadere, allora, che un’intera famiglia le possa accogliere, anche se nessuno mai prima, nelle generazioni precedenti, si era permesso di Essere così.

Il miracolo avviene quando due genitori, disarmati e senza giudizio, vedono il figlio o la figlia – ormai adulti – splendere della propria stessa Luce.
Ecco, questo è il Natale.
~ Valeria Pisano ~

domenica 26 novembre 2017

Pensieri sfusi… 6

Pensieri sfusi… 6
Ti hanno detto che non potevi cambiare il mondo, 
ma non sapevano con chi avevano a che fare…

§§§§§§§§§§
Non cercare la verità, la verità assoluta non esiste, 
cerca piuttosto la Vita, quella senza paura, 
è solo per quella che sei qui.

§§§§§§§§§§

Dentro di te c’è una grande guerra che perderai se non la combatti

§§§§§§§§§§
Tanto più forte è il tuo Ego tanto più ti ammalerai
perché l’EGO non è la tua vera natura
e più ti allontani dalla tua natura più muori lentamente

§§§§§§§§§§
Tutti vogliono imparare, ma nessuno vuole condividere
ignorando che la condivisione è il miglior modo per imparare.

§§§§§§§§§§
Tutti accecati e bistrattati da un EGO distruttivo 
procediamo verso la nostra involuzione personale.

§§§§§§§§§§
E’ quando riuscirai ad accontentarti
dell’essenziale che otterrai grandi risultati

§§§§§§§§§§
Si ride sempre per un motivo molto serio

§§§§§§§§§§
Puoi trasformare tutto in oro se comprendi che l’oro 
è tutto ciò che tu ne fai della tua vita

§§§§§§§§§§

Eravamo tutti maghi alchimisti poi iniziarono a dire che il piombo e l’oro erano solo due elementi metallici e pian piano abbiamo perso le nostre capacità alchemiche di cambiare la nostra Vita/Esperienza.

§§§§§§§§§§
I diversi si nutrono della vita in maniera differente,
essi traggono energia e vitalità dalle difficoltà.
Per loro non esistono ostacoli, ma solo sfide e lezioni 
che non riescono ad ignorare

§§§§§§§§§§
La fede non è religione,
la fede è una certezza incondizionata
che tutto quello che accadrà
è ciò che sarà necessario che accada.
Abbiate fede è ciò che accadrà sarà sempre la cosa giusta

§§§§§§§§§§
La Consapevolezza è quella magica “pozione” 
fatta di conoscenza, intuizioni, pensieri ed emozioni 
che convoglierà le energie necessarie 
affinché il desiderio si trasformi in realtà.

domenica 22 ottobre 2017

"Deja-vù" e consapevolezza.

Nel film Matrix il "deja-vù" rappresenta una falla nel sistema; in effetti si tratta di un "glimpse", un istante in cui un lampo di luce illumina improvvisamente la meccanicità: da questa situazione ci sono già passato, sto ripetendo uno schema!

Quando hai questo istante di Consapevolezza, è perchè sei già fuori dalla "programmazione" e la vedi dall'esterno, ti rendi conto, semplicemente, che non può essere un caso se una determinata cosa si sta ripetendo.
L'evoluzione non è lineare, la crescita si snoda come una spirale che sale verso l'alto; ogni volta che ripassi dallo stesso schema sei cambiato, sei più in alto, lo riconosci e ti rendi conto che non sei più lo stesso, perchè la sofferenza non è più così atroce.

La matrice (matrix) da cui proveniamo non può essere dismessa in un lampo (e, quando accade, è devastante), per riuscire ad uscire dalla quantità enorme di schemi appresi ed introiettati non basta una Vita intera.

Eppure questa è l'Epoca della Verità e della Consapevolezza, quindi non ti stupire se, sempre più spesso, accadono "dejà-vu", pensieri che si realizzano nel giro di pochi minuti, e continuano ad emergere ricordi collegati alle situazioni che stai vivendo, che sembrano create apposta perchè tu sciolga qualcosa di antico

La vibrazione del pianeta è sempre più elevata, e molti schemi si stanno scardinando da sè.
~ Valeria Pisano ~
www.evolutioncoaching.it

domenica 8 ottobre 2017

Qualcosa si sta rompendo, una nuova vita emergerà.

di Valeria Pisano
Per nascere è necessario spezzare qualcosa: si rompono le acque ed il bambino esce dal ventre che lo protegge, si crepa l’uovo per la nascita del pulcino, si spacca il seme per far fuoriuscire il germoglio che rompe la coltre di terra e si protende verso l’alto, per la nascita di una nuova pianta.

Ovunque, intorno a noi, qualcosa si sta spezzando; si rompono le nazioni, si spaccano le corazze che proteggono la vulnerabilità delle persone, le maschere vanno in pezzi, intere Vite vengono piegate e messe in ginocchio, le famiglie si disintegrano.

In questo fenomeno planetario di rottura e spaccatura non è facile riuscire a vedere la nascita del Nuovo, che trae la sua origine da un lungo e profondo lavoro interiore, iniziato sui piani sottili, e poi esploso nella materia. Tutto quello che covava da decenni sta venendo alla luce, rompendo schemi su schemi, spezzando quello che era consolidato e riducendolo in briciole.

La sicurezza e la certezza non si basano più sulla maschera che rimane inalterata, sulla corazza che protegge, sul guscio che non permette la schiusa, sull’impossibilità di cambiare perché “non si fa”, “non è possibile”, “non esiste”.
C’è una rinascita universale che sta attraversando il pianeta e rompe quello che è trattenuto, per permettergli di uscire.

Se c’è un germe di Vita Nuova, ha ora occasione di manifestarsi. Se c’è un’Essenza già morta, questa rinuncerà alla Vita e se ne andrà.
La trasformazione di questa Epoca è potente ed inarrestabile.
~ Valeria Pisano ~
www.evolutioncoaching.it

giovedì 31 agosto 2017

Le cose belle succedono a coloro che sanno aspettare

Le cose belle succedono a coloro che sanno aspettare

Fonte https://lamenteemeravigliosa.it
Pazienza”, un’altra volta questa parola. Colui che aspetta si dispera e si confonde. Soprattutto quando si scontra con l’incertezza di non sapere quando avverrà ciò che aspetta.
Non stancatevi di aspettare. La ricompensa sta attendendo che abbiate pazienza.
Tuttavia, la pazienza è più che l’attesa: è l’aspettativa calmata, è una sorta di pausa dei nostri desideri. La pazienza non ci addormenta i sensi, bensì si impone contro l’angoscia e ci sveglia.

La pazienza è amara, ma i suoi frutti sono dolci

È difficile da capire, ma avere pazienza non significa caricarsi di stress e sopportare fino a non poterne più ed esplodere. Si tratta di un’arte capace di liberarci da cariche emotive superflue, che ci permette di permanere in uno stato di pace.
“Se sarai paziente in un momento d’ira, sfuggirai a cent’anni di tristezza”.
Alcune filosofie orientali parlano del dono della pazienza cono se fosse una forza che la nostra mente utilizza per comunicare al resto del corpo che ciò che si aspetta arriverà.
Le cose belle del mondo richiedono pazienza: un amore complicato, una persona quasi inarrivabile, una preparazione fisica, un concorso, … Insomma, qualsiasi meta o qualsiasi traguardo che ci mettiamo in testa. Bisogna ricoprirsi di un velo di entusiasmo e passione.

Colui che aspetta senza disperare trova l’inaspettato

Spesso, crediamo che la vita ci stia dicendo “No”, mentre, in realtà, ci sta solo dicendo “Aspetta”. Diventiamo impazienti e, di conseguenza, il nostro nervosismo ci spinge a commettere errori.
A volte, ci sentiamo stanchi, avvertiamo che i nostri amici, il nostro partner o le nostre aspettative irrealizzate ci esasperano, che non arriva niente di quel che volevamo creare e che la vita non è fatta per noi.

La pazienza: una regina annientata dalla velocità

“Il segreto della pazienza è ricordare che il dolore è temporaneo e la ricompensa è eterna”.
Colui che resiste, vince. Tuttavia, se consideriamo l’interesse che, normalmente, mettiamo nel coltivare questa qualità, ci rendiamo conto che la pazienza è una regina ormai annientata. Ci viene insegnato che dobbiamo primeggiare in tutto, emergere sugli altri, correre.
Se affrontiamo le cose pazientemente, gli altri ci lasciano fuori dal gioco, ci fanno capire che non valiamo abbastanza. Ciononostante, è bene sapere che tutti i traguardi richiedono tempo e pazienza: questi due strumenti, infatti, sono gli unici che ci assicurano di raggiungere i nostri obiettivi.

Lavorare sulla pazienza per conoscere sé stessi

“Comprendere sé stessi richiede pazienza e tolleranza; l’Io è un libro composto da molti capitoli, impossibile da leggere in un unico giorno. Tuttavia, quando inizi a leggerlo, devi leggerne ogni parola, ogni frase, ogni paragrafo, perché in essi vi sono gli indizi della totalità. Il principio è in essenza il finale. Se sai leggere, potrai trovare la saggezza suprema”.
Jiddu Krishnamurti
I grandi saggi sono persone calme, pazienti e sicure di sé stesse. Questi elementi ci aiutano a capire che essere pazienti ci farà contemplare il mondo con più sensatezza e capacità di comprensione.
Quando non coltiviamo il dono della pazienza, ci comportiamo in maniera impulsiva e irrazionale, creando o aggravando i nostri problemi e lasciandoci sfuggire moltissime opportunità.
In realtà, per coltivare la vostra pazienza non avete bisogno di tante cose, ma di semplici soluzioni da voi perfettamente raggiungibili. Ve le esponiamo brevemente.

1. Respirate

Respirare profondamente è sempre un buon metodo che ci aiuta a riflettere. Quando ci prendiamo dei secondi per respirare, stiamo offrendo una pausa al nostro dialogo interiore.

2. Scoprite perché avete tanta fretta

Riflettete sulle ragioni che vi rendono impazienti. Se vedete che esagerate, riorganizzate le vostre priorità. Pensarci su, e magari scrivere, vi aiuterà a calmarvi.

3. Individuate gli elementi che vi rendono impazienti

Può trattarsi di altre persone, di situazioni stressanti o addirittura di voi stessi. Tuttavia, il semplice fatto di essere consapevole di tutto ciò vi aiuterà a ridurre l’ansia.

4. La vostra pazienza è utile o giustificata?

Rispondete a questa domanda in maniera sincera e vedrete che farlo vi infonderà calma. Cercate la risposta dentro di voi e non temete di abbandonare abitudini per voi nocive.

5. Prendetevi del tempo e aspettate l’inaspettato

Dovete capire che potete anche fare mille piani, ma le cose non sempre riescono come volete. Accettate il fatto che la ruota gira e che, prima o poi, si fermerà dove desiderate voi. Siate realisti nelle vostre aspettative e comprensivi con gli altri.

6. Non abbiate paura di cambiare e non dimenticatevi di allenarvi

La pratica rende maestri. Sviluppare la pazienza implica lasciare da parte molte cattive abitudini con le quali convivete da tempo. Così come assimilare qualsiasi insegnamento, coltivare il dono della pazienza richiede temperamento.