Sappiamo che non si possono prenotare i figli che vogliamo, ma c’è qualcosa che si può fare durante la gravidanza e nei primi anni di vita per favorire lo sviluppo intellettivo dei bambini?
Secondo la rivista americana Forbes ci sono alcune regole da seguire per aumentare le probabilità di avere un figlio che sarà un “piccolo genio”.
Vediamole insieme:
- Non programmare la data del parto ma attendere il momento deciso dalla “natura”.
Alcuni studi della Durham University dimostrano che più dura la
gravidanza, più il cervello aumenta le sue dimensioni. Prima delle 39
settimane il cervello rischia di non essere abbastanza sviluppato. La
nascita al termine di questo tempo porterebbe ad avere maggiori capacità
cognitive e un maggiore potenziale di apprendimento.
- Assumere ferro durante la gravidanza.
Secondo il Centro Medico dell’Università di Rochester una carenza di
ferro rischia di bloccare lo sviluppo cerebrale, dando luogo ad un
rallentamento della crescita e alla maggiore probabilità di sviluppare
problemi nell’apprendimento del linguaggio e in altre aree cognitive.
- Allattare fino a quando c’è il latte.
Pare che l’allattamento al seno dai 12 ai 24 mesi circa abbia un
effetto positivo sullo sviluppo cerebrale. Fonte: Centro Medico
dell’Università di Rochester.
- Consumare alimenti con acidi grassi essenziali.
Il consiglio è valido sia durante la gravidanza che dopo la nascita del
bambino. Pare che l’assunzione di omega 3 e omega 6, oltre che aiutare
le capacità cerebrali, favorisca lo sviluppo di una maggiore potenza
visiva.
- Favorire il riposo notturno riducendo i sonnellini durante il giorno.
Pare infatti che sia il sonno notturno quello che sviluppa la capacità
di concentrazione, il senso di autodisciplina e la memoria. Per fare
questo è opportuno educare il bambino e accompagnarlo al sonno notturno
attraverso tre semplici regole di buon senso che costituiscono un ottimo
rituale : un bagnetto caldo, un bel massaggio e poi il racconto di una
favola o una ninna nanna.
- Sarebbe auspicabile che il bambino crescesse con un animale domestico in casa. La
convivenza con un cane o un gatto aiuterebbe infatti lo sviluppo
dell’intelligenza sociale e dell’empatia. Gli animali infatti aiutano i
bambini nell’acquisire l’intelligenza emotiva e nel rispetto delle
regole. Aiutano anche nello sviluppo del senso di responsabilità.
- Per i primi tre anni di vita è opportuno tenere lontano i bambini dagli schermi di tv, tablet, dvd, videogiochi, etc… Anche
se siamo nell’era dei nativi digitali, bambini che sviluppano ben
presto competenze informatiche e tecnologiche, nei primi anni di vita
l’esposizione deve essere misurata e mediata dalla presenza degli
adulti. È invece opportuno stimolare i bambini favorendo i contatti con i
loro coetanei, farli giocare quando possibile all’aria aperta, in
contesti salubri in cui sperimentare anche il senso dello spazio.
- I genitori devono giocare con i loro figli, in modo che i bambini possano imparare l’importanza del confronto e anche della sfida.
- Non esporre i bambini al piombo,
nocivo per lo sviluppo cerebrale. Pare che i bambini con elevati
livelli di piombo nel sangue abbiano maggiori difficoltà in matematica,
lettura, ragionamento e memoria a breve termine. I genitori devono
quindi stare attenti a vernici e giocattoli che potrebbero contenere
questo metallo.
- Non stare nel traffico durante la gravidanza.
Da uno studio del Columbia Center per la salute ambientale dei bambini
emerge che le donne che in gravidanza trascorrono diverso tempo in
situazioni con molto smog, mettono al mondo bambini che hanno una
maggiore probabilità di avere dei problemi dell’attenzione. I veleni
legati all’inquinamento dalla placenta passerebbero direttamente al DNA
del nascituro aumentando anche la probabilità di comparsa di disturbi
del comportamento.
A
mio avviso, al di là dell’intenzione dei genitori di mettere al mondo
un piccolo genio, si tratta di consigli condivisibili perché molto
legati all’idea della promozione della salute fisica, ma anche alla
promozione di un futuro benessere che è imprescindibilmente legato allo
sviluppo dell’intelligenza emotiva.
Non
si tratta dunque soltanto di mettere al mondo futuri scienziati, ma
persone attente a se stesse e consapevoli dell’importanza degli altri,
che siano animali, bambini o adulti.
A
onor del vero dobbiamo anche dire che è difficile che la madre di
Albert Einstein si nutrisse costantemente di omega 3 e, sappiamo per
certo, che il piccolo Albert non era bravo in matematica, eppure è
diventato il genio che tutti conosciamo!
Così come tanti bambini che, non certo per scelta delle madri, nascono prematuri e avranno comunque uno sviluppo cognitivo nella norma.
Insomma,
come sempre, le ricerche sono importanti perché danno degli spunti di
riflessione e delle linee d’orientamento, ma non rappresentano, per
nostra fortuna, un mondo in cui tutto è linearmente prevedibile.
Le
variabili in gioco sono tante e non possono prescindere dalle capacità
di resilienza di chi nasce e si trova a vivere in contesti di vita non
sempre rosei.
Voi cosa ne pensate?
Maria Grazia Rubanu