venerdì 26 giugno 2015

La Vita è un Grande Viaggio

La Vita è un Grande Viaggio. È il coraggio di osare e di fare scelte che le dà forma.

 

La vita di ognuno di noi è un grande viaggio. Ognuno lo compie secondo l’impulso innato del proprio cuore: sarà la fede… Sarà un ideale… Sarà la ricerca di risposte o il bisogno di lasciare un impronta del proprio passaggio prima di consegnare la propria vita all’oblio della morte. Durante questo viaggio ci saranno molti che si lasceranno trascinare dall’onda, ma non sperimenteranno mai la forza della vita in tutto ciò che essa ha da offrire a chi osa aprirsi ad essa.

 

Ci saranno anche coloro che compiranno questo grande viaggio determinati di trovare la direzione… per trovare il traguardo. E per ognuno vi è un traguardo speciale. Chi avrà il coraggio di mettersi in cammino, di uscire dalla propria zona di conforto, farà delle scelte, correrà dei rischi. A volte sbaglierà strada, cadrà e avrà la sensazione di essersi perso. Arriveranno i momenti temuti di notte oscura in cui tutto sembra essere stato compiuto invano, dove nulla ha avuto senso.

 

E’ il coraggio di questi momenti, nel fare delle scelte, nell’osare il rischio, che la vita prende forma. Chi possiede questo coraggio non è più forte né meglio degli altri, ma diventa più consapevole e umile, perché ha conosciuto il prezzo della vita.

E saranno queste scelte a dare forma alla sua vita, a creare e irrobustire la sua umanità e lo spazio DELL’INTERIORITÀ dove si diventa umani, insieme agli altri e mai come dei solitari. Sarà la capacità di fare scelte, di assumersene la responsabilità e di rialzarsi dopo ogni caduta, riconoscendo con umiltà e onestà anche gli errori, ciò che farà della vita veramente IL Grande Viaggio verso la Meta e che farà di chi lo compie un vero Uomo o Donna.

 

Per un cristiano questo Grande Viaggio è l’avventura più affascinante, perchè coincide con la ricerca del Padre, e la sua scoperta nell’esperienza dell’incontro con il Risorto, e della esperienza dello Spirito di Dio nell’intimo della propria vita e della propria storia personale e relazionle.

Per un cristiano, Dio Padre è la nostra Meta, il nostro Traguardo; Cristo la nostra Via, la Luce che illumina il passo, la Verità che svela la nostra verità; lo Spirito il vento di Dio che ci sospinge dal di dentro nel Viaggio come le vele di una nave in navigazione.

Beato chi sentirà nella propria vita il Vento dello Spirito…

 (E.C.)

giovedì 11 giugno 2015

Le leggi dell'Amore


Le Leggi dell'Amore

Questo articolo fa parte del percorso gratuito "Holos", preparato dal Dott. Nicola Saltarelli
per migliorare la propria esistenza ad ogni livello (spirituale, mentale, relazionale, emotivo, fisico, economico)
Una corretta visione dell'amore e la capacità di sviluppare relazioni veramente sane ed appaganti sono presupposti indispensabili per un'esistenza realizzata. Purtroppo esiste un grande fraintendimento sul significato dell'Amore e su ciò che è legittimo o meno chiedere al nostro partner. Spesso si ritiene che il rapporto affettivo vada vissuto in maniera del tutto spontanea, ma questo è vero solo quando ciascun partner ha fatto un ottimo lavoro di pulizia emozionale e di crescita personale.
Se, invece, le tue storie affettive sono costellate di insuccessi e dolore, allora significa che devi studiare ed applicare i principi su cui si basa un "Amore Sano". Hai bisogno, cioè, di conoscere la vera natura dell'affettività, le differenze nella comunicazione tra uomini e donne e devi imparare a rapportarti al meglio con te stessa/o e la polarità opposta (questo è vero sia nelle relazioni eterosessuali che in quelle omosessuali, dove comunque esiste una polarità più femminile o più maschile nei due partner).
Il problema più grande dei rapporti di coppia è che ci si cala in una relazione avendo fatto uno scarso o nullo lavoro su sé stessi, il che complica moltissimo le dinamiche che necessariamente si verificheranno (anche in una relazione sana). Andremo adesso a vedere come superare gli errori fondamentali che vengono fatti in ambito affettivo e come, finalmente, poter realizzare una relazione veramente felice.
La cosa da tenere sempre a mente è che le relazioni richiedono impegno! Se non sei disposta/o ad impegnarti, a sbagliare, a metterti in discussione, a crescere insieme all'altro/a, a tollerare i piccoli difetti, a comunicare e ad imparare ad ascoltare davvero il tuo partner… forse non sei veramente pronta/o per una relazione di coppia. Ma puoi diventarlo. Nel momento stesso in cui avrai voglia di applicarti ed impegnarti a fondo in questo aspetto della Vita. L'Amore è l'unione di due poli che stanno tra loro in una reciproca relazione di complementarietà ed opposizione.
L'intero Universo si basa sul rapporto tra le polarità (luce-ombra, giorno-notte, spirito-materia, manifesto-immanifesto, maschile-femminile). Nella filosofia Taoista è proprio l'Eterna Danza dello Yin e dello Yang che genera tutte le cose su cui i nostri sensi si possono poggiare. Essendo queste forze sia opposte che complementari, non è affatto semplice bilanciarle ed armonizzarle tra loro. E' come voler mescolare assieme dell'acqua e dell'olio (che simbolicamente rappresenta l'elemento fuoco). E' possibile ma ci vogliono le adeguate conoscenze e la dovuta maestria. Non è un'abilità che si sviluppa in breve tempo.
L'Amore va considerato più un traguardo che un punto di partenza. Il percorso di Vita può essere interpretato proprio come un Viaggio alla riscoperta del significato più autentico dell'Amore, un viaggio verso un'Unità di livello sempre maggiore (con noi stessi, con gli altri, con la Natura, con Dio). Non è certo un caso che in Occidente Gesù abbia fatto dell'Amore l'emblema della sua vita e predicazione ed in Oriente il Buddha abbia identificato nella Compassione (Karuna) una chiave per la Liberazione.
La spiritualità (da non confondere con la religiosità) può essere concepita come la ricerca dell'essenza più autentica di noi stessi e della Vita: un viaggio alla scoperta dei principi di Bellezza, Bontà e Verità. Il significato dell'Amore è di natura spirituale. Questo va compreso, se vogliamo davvero realizzarci in una relazione. Il rapporto di coppia è solo un riflesso di un percorso che conduce alla scoperta di uno stato di Unità più elevato.
Quando l'amore umano viene vissuto solo in modo materiale e grossolano, più che elevare trascina verso il basso, più che unire divide. Infatti quando ci proiettiamo su di un'altra persona e ne diventiamo dipendenti, siamo solo una metà di noi stessi e non più un intero (ecco la famosa "mezza mela"). Questo non significa che è indispensabile avere una costante attenzione verso la dimensione spirituale (a qualcuno potrebbe non interessare affatto), ciò che è importante, però, è essere consapevoli che dietro alle dinamiche biologiche, psicologiche e sociali esistono delle leggi spirituali precise e che dobbiamo porci in armonia con tali leggi, tutto qua!
"Nessuno può completarci. Dobbiamo essere noi a completare noi stessi.
Se non ci riusciamo la ricerca dell'amore diventa autodistruzione. E noi ci illudiamo che questa autodistruzione sia amore..." Erica Jong ("Paura di volare")
Per prima cosa, nel rapporto con l'altra polarità sessuale, dovremmo sapere che quello che stiamo cercando è un senso di completezza. Ciò che vediamo al di fuori è solo uno specchio di aspetti di noi non completamente manifesti (in estrema semplificazione: la dimensione femminile nell'uomo e quella maschile nella donna) e l'esterno ci è di aiuto per indirizzarci verso il contatto con tali aspetti.
Dobbiamo amare, onorare ed essere grati a chi ci offre lo specchio di cui abbiamo bisogno, ma non dobbiamo cadere nella trappola di rimanerne fascinati e "adorare lo specchio", dimenticandoci della nostra integrità interiore. Dice un proverbio Zen: "Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito!". E tu, in amore, preferisci essere saggio o stolto?
Chi non tiene presente questo presupposto potrà solo riconoscere all'esterno di sé qualcosa che lo rende completo e l'unico modo possibile per fissare tale percezione di completezza sarà quello di tenere stretta a sé la persona che la rimanda. Ma così si alimentano la proiezione, l'attaccamento e la gelosia e l'altra metà diventa indispensabile alla propria sopravvivenza. Un'eventuale separazione potrà solo essere fonte di grande dolore e venire vissuta come inaccettabile. Come si può, infatti, vivere lacerati a metà, incompleti e divisi da se stessi?
Riassumendo: da un punto di vista sia psicologico che spirituale l'unione tra donna e uomo rappresenta il ricongiungimento tra l'aspetto femminile dell'essere (Anima) ed il suo aspetto maschile (Animus). Poiché non siamo in grado di riconoscere la nostra completezza interiore, cerchiamo nell'altro ciò che percepiamo inconsciamente mancante in noi stessi (che in realtà va solo ricontattato ed espresso).
In amore ci facciamo reciprocamente da specchio di parti inespresse
e questo dona la sensazione di trovare la completezza nel contatto con l'altro/a
Purtroppo, cercare la soluzione all'esterno del nostro sentirci incompleti, non è affatto una soluzione. Non bisogna essere una mezza mela, ma una mela intera e questo si realizza innanzitutto imparando ad amare se stessi!
Solo allora potremo trovare una persona altrettanto matura con cui fare il miglior cammino assieme. Questo cammino potrà durare tutta la vita oppure un periodo di tempo più limitato, ma l'eventuale separazione non ci lascerebbe zoppi o divisi, poiché se mai dovesse avvenire accadrebbe con autoresponsabilità e con la consapevolezza che l'Amore provato resterebbe sempre con noi. Sentiremmo certamente del dolore, ma saremmo consapevoli che il tempo naturale per camminare assieme era finito e non sentiremmo la necessità di farne un tragedia, piuttosto ci orienteremo sugli elementi positivi che l'esperienza ci ha donato.
«Se ami saprai che tutto inizia e tutto finisce e che c'è un momento per l'inizio
e un momento per la fine e questo non crea una ferita.
Non rimani ferito, sai che quella stagione è finita. Non ti disperi, riesci a comprendere
e ringrazi l'altro: "Mi hai dato tanti bei doni, mi hai donato nuove visioni della vita,
hai aperto finestre nuove che non avrei mai scoperto da solo.
Adesso è arrivato il momento di separarci, le nostre strade si dividono".
Non con rabbia, non con risentimento, senza lamentele e con infinita gratitudine,
con grande amore, con il cuore colmo di riconoscenza.
Se sai come amare, saprai come separarti.»
Osho
Esistono, quindi, due tipi di amore: uno che fa cadere verso il piano egoico della dualità e del conflitto (non a caso in inglese si dice "to fall in love", cioè "cadere in amore") ed uno che eleva verso le dimensioni dell'Anima (potremmo coniare il termine "to elevate in Love" cioè "elevarsi in Amore").
Nelle definizioni date dallo psicologo Abraham Maslow si parla di:
D-Love - Deficiency Love (amore da deficienza)
B-Love - Being Love (amore per l'essenza dell'altro).
Il primo tipo di amore [D-Love] è appunto l'amore "insano", ma che soprattutto potremmo definire immaturo. E' uno stadio dell'affettività che va superato. E' un amore tipico della mentalità adolescenziale e più romanticheggiante, ad esempio l'amore delle telenovela, delle soap opera, della collana "Harmony" (per intenderci). Si basa sull'incompletezza e sull'appoggio sull'altro/a per colmare i propri deficit. E' caratterizzato da dipendenza e possessività.
Il secondo tipo di amore [B-Love] si basa sulla maturità, sull'aver trovato un proprio centro ed un proprio equilibrio (dinamico). E' un amore capace di donare con gioia e libertà, più che di prendere o di aggrapparsi disperatamente a qualcuno. Origina dal sapere amare se stessi e automaticamente diventa la capacità di amare l'altro nella sua interezza. Il B-Love ci mette sulla strada per arrivare a provare compassione per ogni essere vivente (Amore Incondizionato). In questa accezione dell'amore non ci si considera incompleti ed in cerca della propria "metà", bensì ci si sente completi e in questa completezza siamo disponibili a cogliere la meravigliosa opportunità di vivere assieme ad un altro essere, possibilmente che conosca ed incarni gli stessi principi.
Nel quotidiano noi ci innamoriamo delle persone che riteniamo idonee alla nostra proiezione affettiva, il vero modello è dentro di noi e la persona esterna è solo un supporto! Se noi togliamo la proiezione a quella stessa persona di cui, magari, anni prima eravamo follemente innamorati… ecco che non ci dirà più nulla. E' un'esperienza molto comune e la dice lunga di come l'esteriorità faccia solo da specchio all'interiorità. Ecco cosa afferma al proposito Osho nel libro "Cogli l'attimo" (Ed. Feltrinelli):
"Se dico ‘Io ti amo'. La sensazione ordinaria è che tu sia la fonte del mio amore. In realtà le cose non stanno così: io ne sono la fonte tu sei solo uno schermo sul quale io proietto il mio amore. Tu sei un semplice schermo, io proietto il mio amore su di te e dico che sei tu la fonte del mio amore ma questa è una finzione; sono io che raccolgo la mia energia d'amore e la proietto su di te. In quell'energia d'amore proiettata tu diventi degno d'amore, per qualcun altro potresti non esserlo, per qualcun altro potresti addirittura essere odioso."
Ogni uomo possiede già un'immagine interiore del femminile ideale e quando trova
una donna idonea alla proiezione della sua immagine interna si innamora di lei
Ogni donna possiede già un'immagine interiore del maschile ideale e quando trova
un uomo doneo alla proiezione della sua immagine interna si innamora di lui
Quando poi un partner infrange le aspettative - oltre una certa misura - ecco che viene ritirata la proiezione, si stacca il "post-it" ed è in quel momento si dice che non si è più innamorati.
La maggior parte delle persone fa dell'amore una sorta di disperata ricerca dell'uomo o della donna giusti per sé. Chi conosce i principi che stiamo trattando capisce, invece, che il successo in amore dipende sostanzialmente dal rapporto che si ha con se stessi!
Se il mondo esteriore riflette il mondo interiore, di fatto non otterremo all'esterno ciò che prima non abbiamo conquistato all'interiore di noi stessi. Per trovare una persona che ci voglia bene sinceramente dobbiamo prima volercene noi, per ricevere rispetto dall'esterno dobbiamo prima imparare noi a rispettarci (e rispettare noi per primi gli altri). D'altronde, perché mai una persona dovrebbe amarci se noi stessi non ci riteniamo degni di essere amati? Questo tema è particolarmente sentito dalle donne, dove spesso la scarsa autostima e il disamore verso se stesse generano delle relazioni completamente insane. Il bestseller "Donne che amano troppo" approfondisce proprio questa tematica, che vediamo subito in sintesi qua di seguito.

DONNE CHE AMANO TROPPO

venerdì 29 maggio 2015

Nati per creare. Ne sei consapevole?

"Ascolta quella voce dentro di te e non arrivare alla fine della tua vita dicendo: ‘E se tutta la mia vita fosse stata sbagliata? – Wayne Dyer -
La creazione è continua, Tutto cambia ed evolve costantemente. Nulla è statico, non importa se sembra solido o ben impostato. Persino la scienza consolidata se ne sta rendendo conto: si rende conto che i nostri pensieri ed intenzioni, sono ciò che determina la realtà.
E' faccenda potente.
E adesso pensa al mondo in cui stiamo vivendo: quanto genera creatività e contribuisce alla meravigliosa realtà? Quanto invece le nostre vite  sono determinate, impostate,  reattive e non creative? Stiamo realmente dando ciò era nell'intenzione che dessimo, a questa incredibile esperienza che chiamiamo vita?

Intruppato o libero? Qual'è la condizione del tuo spirito?
E' una buona domanda che dovremmo farci continuamente. Siamo messi in movimento e confinati da eventi  e condizioni intorno a noi?
I nostri obbiettivi personali sono stabiliti con un attitudine mentale poco consapevole? Chi siamo noi anche nelle nostre conversazioni? Chi le controlla, ha stabilito il programma di viaggio. Stai seguendo o sei al comando? Sei autentico verso te stesso?Sei donativo e amorevole, o sei indaffarato a supportare false immagini dentro e fuori di te?
La piu' parte della gente è contenta di seguire le norme sociali, di stare nelle fila e non far saltare la baracca. Gli ingegneri sociali e il sistema di contenimento sono all'opera con i vecchi temi di sicurezza e del sentirsi al sicuro, che sono la ragione per cui i poteri in essere battono sul fattore paura. Se siamo sulla difensiva e nella complicità, sembra che ci adattiamo meglio  ed abbiamo meno problemi nell'immediato.
Ma è poi vero? Ci sono veramente meno problemi, per la tua anima, il tuo spirito, le persone che ami  e il mondo intorno a noi? Che ne è del tuo progetto di vita? Ne hai uno? C'è una chiamata che hai ignorato e per cui sei nato per creare, una chiamata indipendente ed unica rispetto a qualsiasi cosa che il mondo abbia mai visto prima?
Oppure siamo confinati in una scatola, letterale o sociale, in cui operiamo secondo le regole e le norme apprese? La più parte della gente lo è, con i loro lavori, identità, istanze di sicurezza apparente…con i week end liberi, naturalmente per guardare più TV o pensare che siamo liberi "di non restare mai fermi nella nostra casetta".

CHI FA DOMANDE E' RESPINTO – training di allineamento Sociale

Con l'incidente "messo in scena" di Parigi, vediamo  un esempio perfetto di addestramento in allineamento sociale. Ora non si basa più solo sulla paura, ma sull'odio. L'odio non è altro che la paura incanalata, Dai alla moltitudine un nemico che pensano di poter vedere e sentire e hai raggiunto il controllo su di loro. E' un ciclo di lavaggio e centrifuga che si ripete, che vediamo continuamente e tutto per incanalare il comportamento  e il pensiero del pubblico.

Stai facendoti ingannare? Stai indietreggiando  e ritirandoti dalla zuffa per essere creativo e donare? E' lo stesso vecchio programma, solo una versione ovvia per i mass media. Ci rintaneremo e nasconderemo la nostra luce di verità  e d'amore, per paura di essere criticati o persino perseguitati, contrariamente alla vita che siamo nati per vivere?

Non importa da dove giunge il controllo repressivo, se sia la matrix o le nostre menti ed abitudini, semplicemente non possiamo piegarci a questo attacco violento di oppressione dello spirito umano.

 

fai cose nuove

Esci dalla tua routine. Cerca di fare qualcosa di nuovo. Vai oltre i confini, in qualsiasi modo ti sia possibile. Io cerco sempre di fare cose nuove  e mi piace molto. Non è facile e tutti noi condividiamo dei limiti percepiti, ma ci si diverte molto quando li mandiamo in pezzi. Lo humor è una grande manifestazione di questa abilità creativa. I fumetti rompono linee di confine e liberano le menti della gente, in modo cosi potente da farli scoppiare a ridere. Non è qualcosa di poderoso?

Dire ciò che si presume non possa essere detto, buttare sul divertente la follia e la bigottaggine che sta intorno a noi, noi stessi inclusi, è un atto liberatorio. Perchè? E' andare verso luoghi che  "sentiamo", ma a cui non osiamo dar voce in noi stessi, che è anche la ragione per cui ci piacciono coloro che invece lo fanno. E quindi perchè non farlo da sé in ogni occasione possibile?Questo porta pace, amore, gioia, verità e riscatta bellezza verso il mondo intorno a noi.  
Quel che resta in piedi dopo che questi paradigmi di conformità, controllo e inganno vengono demoliti, è cio' che dovrebbe essere la vita...
E tutto questo è sia liberatorio che fonte di forza e potere personale.

 

siamo tutti uguali – è ciò che facciamo di noi che conta

Nessuno è migliore dell'altro. Di certo,il fatto di raggiungere degli obbiettivi delinea alcuni come coloro che hanno realizzato la loro intenzione, ma abbiamo tutti le stesse capacità. Non importa ciò che sono. Siamo qui per creare. E gli strumenti e le risorse sono incommensurabili. Bisogna solo scavare un po' ed avere un po' di coraggio per fare un passo avanti ed essere ciò che siamo nati per essere. Come ho detto prima, tutto ciò ha un costo, ma in verità stiamo solo lasciando andare barriere, qualsiasi esse siano o con chiunque esse siano.

Non posso fare a meno di pensare a come il mondo tratta gli "artisti" e coloro che hanno un talento creativo. Sono messi da parte come venditori di strada o a volte come qualcuno che sta nella bambagia, grazie a dei mecenati e quindi cosi "elevato" questo lavoro sembra irraggiungibile. Altri oggidì sono spinti sul piedistallo della popolarità, nella piu' parte dei casi cio' è deciso a tavolino, se convogliano il giusto segnale e poi sono distrutti da droghe o dai media. In qualsiasi modo la vediate... è una separazione dalla "normalità". 

Il fatto è che siamo tutti dei geni creativi. Non importa in che forma o forme ciò si manifesta. Il problema è che la gente si siede nel momento in cui crede di aver trovato qualcosa di "utile" che può fare. Quante persone odiano i loro lavori, o non sopportano le loro condizioni di vita, ma sentono di non avere altre possibilità? Nel sua forma peggiore si tratta di "intrattenimento sociale", ovvero l'industria dello spettacolo esiste per tagliare fuori le menti delle persone da quelle possibilità. La macchina educativa-scolastica è costruita per condizionare ad accettare l'inevitabile  e la "correttezza sociale" esiste per tenerti in riga. 

Datti una mossa! Sii diverso nell'essere te stesso! Affronta le conseguenze di essere autentico! 
 
Ti piace scrivere? Ti piace cantare, comporre, disegnare, pitturare?Vuoi essere nella natura o lavorare on la terra? Ti piace far esplodere le menti della gente con idee che non pensano nemmeno che esistono? Può darsi che tu ti senta chiamato  a passare il tuo  tempo per creare un mondo migliore, lavorando con altri che hanno le passioni simili? 

Fallo! Trova la tua espressione. 
Potresti essere nato per fare delle cose fantastiche, ma sei stato spaventato o condizionato ad esprimerle. 

Perché non provarci ora? 
In questo modo, smettiamo di contribuire al problema e cominciamo a manifestare la soluzione, una vera sfiga!
Il nuovo mondo che tanto desideriamo vedere è dentro di noi.
“Non morire con quella musica ancora dentro di te. Ascolta la tua voce intuitiva e trova quale passione infiamma la tua anima. Ascolta quella voce dentro di te e non arrivare alla fine della tua vita dicendo: ‘E se tutta la mia vita fosse stata sbagliata? – Wayne Dyer
Love, Zen
Zen Gardner,
fonte: http://www.zengardner.com/we-were-born-to-create/ 

traduzione :Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net
http://thelivingspirits.net/una-nuova-cultura/siamo-nati-per-creare-ne-sei-consapevole.html 
http://realtofantasia.blogspot.it/2015/01/nati-per-creare-ne-sei-consapevole.html

martedì 19 maggio 2015

Comunicare in sintonia

di Nick Murdaca

Parlare con consapevolezza: una questione di ritmo

Prima di parlare domandati se ciò che dirai corrisponde a verità, se non provoca male a qualcuno, se è utile, e infine se vale la pena turbare il silenzio per ciò che vuoi dire.” (Buddha)
Hai mai provato un forte imbarazzo dopo aver dato una risposta a sproposito? O cercato di giustificare un’uscita infelice, dicendo: “L’ho detta senza pensare. Scusa, non volevo”?

Solo una maschera

Ripenso alle volte in cui è successo a me, soprattutto quando ero giovane; inconsapevole della mia arroganza e privo delle più elementari tecniche di comunicazione.
Probabilmente, anche se avessi saputo dell’esistenza di queste tecniche le avrei snobbate, o usate per scopi egoistici. Proprio un bel tipo, me ne rendo conto!
Oggi, le cose sono cambiate. Nel senso che non sono più così giovane…e a differenza di allora sono consapevole del fatto che quell’arroganza non era altro che una delle tante maschere del mio ego.

 

Prendersi il tempo che serve

Esiste un modo di dire comune: “Conta fino a dieci prima parlare!”. Semplice da capire, vero? Ma, ammettiamolo: difficile da mettere in pratica!
Dietro questo consiglio c’è una spiegazione scientifica legata al funzionamento del nostro cervello…
…Fare passare dieci secondi prima di parlare, vuol dire prendersi il tempo necessario per non identificarsi con l’argomento — come per esempio una critica — ma anche stoppare sul nascere la reazione emotiva che, per velocità, batterebbe sul tempo una risposta ponderata, e la ostacolerebbe.
Un esempio della rapidità con cui un’emozione si manifesta più velocemente di un pensiero lo si ha quando proviamo uno spavento: possiamo decidere di essere vigili mentalmente, ma nell’istante in cui dovessimo provare paura questo è inafferrabile.

Tuttavia, la risposta istintiva è lo strumento di cui la nostra mente subconscia si serve per proteggerci dai pericoli. Quindi, non ci deve sorprendere se a volte ci comportiamo d’impulso, perché è quello che, insieme all’intelligenza, ha permesso all’Uomo di difendersi e sopravvivere.
Come tutti gli stratagemmi, anche questo piccolo trucco popolare (dell’attendere contando prima di proferire parola) necessita di una condizione importante che aiuta a ricordarlo: la presenza mentale.
Proprio perché siamo naturalmente impulsivi, se non rimaniamo nel presente, oltre che precipitosi, saremo anche inconsapevoli delle parole che diciamo. Di conseguenza non ne avremo il controllo.
Se ti può essere d’aiuto, rammenta questo:

 

Entra in sintonia grazie all’ascolto attivo

In questo caso, se ti vuoi risparmiare le tensioni che ho sopportato io, per centrarti puoi applicare questa tecnica che consiste nel seguire 5 step. L’ho usata in passato, e all’occorrenza la uso anche oggi:
1.  Fare dei respiri profondi: questa semplice azione ossigena ogni cellula del corpo,                        conferendoti uno stato di calma, energia e benessere.
2.  Osservare l’ambiente in cui ti trovimantiene focalizzata la tua mente nella realtà, e ti sarà      più facile avere il controllo di te stesso/a. Parole comprese.
3.  Guardare, senza distrarti, le persone con le quali stai parlandonon ti sto consigliando di      fissare insistentemente le persone negli occhi, ma solo di essere totalmente consapevole              della situazione, avvalendoti di tutti gli elementi in gioco.
4.  Assumere una posizione del corpo rilassatache tu sia in piedi o seduto/a, non ha                    importanza: rilassando i muscoli, rilassi la mente: è automatico.
5.  Rallentare il flusso delle parolequest’ultimo punto, lo ritengo il più importante, in quanto ha un ascendente davvero potente sullo stato d’animo. Rallentare significa dare un ritmo a quello che diciamo: alternando le pause alle parole ci poniamo in un ascolto attivo e consapevole che aiuta a entrare maggiormente in sintonia con la persona con cui stiamo parlando. Così facendo, scoprirai che non è sempre necessario rispondere subito. Come si dice: “Il silenzio è d’oro!”.


Per un approfondimento sulla tecnica dell’osservazione ne ho parlato in questo articolo


venerdì 8 maggio 2015

L'illusione fatale del valore delle cose

Un momento di risveglio

Sta roba la scrissi  in uno dei luoghi energeticamente più carichi di spiritualità, il luogo dell"illuminazione del Budda
258   BODGAYA   MILIARDI   DI   FLASH

Il primo giorno qui                          è stato interminabile tanto ero vuoto dentro.
Tutte l'immagini nuove                                    mi penetravano facilmente
ero come inghiottito                                        da qualunque forma vitale.
Mi sembrava d'essere sotto fungo              infatti i pensieri° mi si accavallavano
una foglia mi poteva colpire                     ma subito dopo arrivava una bambina
e cosi via                                                                 vedevo un mondo più ampio.
Mai prima d'ora mi ero accorto                    di quanta vitalità fossi circondato
i miei pensieri, i miei problemi                       mi rendevano cieco
ero concentrato su cose insignificanti        ma le consideravo importantissime
qui mi sono accorto                                          che nulla è importante
solo noi diamo valore alle cose                    che non sono che pura illusione
una illusione fatale                                            che ti rende la vita impossibile
e grigia                                                                   mentre al contrario
se non diamo importanza alle cose            la vita ti si riempie di mille colori.

*per pensieri intendo non i pensieri che produciamo nella nostra testa,bensi tutte le forme pensiero che mi circondavano.

 

sabato 2 maggio 2015

PAURA E AMORE

 
C'è chi crede che le cose gli vanno male perché qualcuno gli sta facendo il voodoo o il malocchio, c'è chi crede che un virus lo farà' ammalare, c'è poi chi crede che le cose vanno male per colpa degli altri, di non essere capito di non essere amato

Ebbene se credi a queste cose, le cose andranno proprio nel modo in cui credi.
se credi al voodo sei condannato se non ci credi sei invulnerabile.
Stessa cosa anche per le malattie se crede che qualcosa ti fara' ammalare sta sicuro che prima o poi ti ammali, se credi che qualcosa ti può' far bene quel qualcosa ti può' guarire, L'effetto placebo e nocebo insegna ed è ormai ben conosciuto anche a livello scientifico.
 

Prendiamoci la responsabilita' di cio' che ci accade amando tutto e tutti, il resto viene da se' e qualunque cosa accada, Grazie... grazie...

Ci sono due fattori che che hanno il potere di creare la realtà' e sono la paura e l'amore se hai paura di qualcosa sarai focalizzato su ciò' che hai paura gli darai molta attenzione, cercherai di evitare situazioni e persone, stai creando la realtà' di cui hai timore, quindi l'emozione della paura legata alla credenza e alla convinzione hanno un'enorme potere, la paura sarà' la tua condanna e di chi ti sta vicino, essere in uno stato di paura è un' attrattore di sfortuna e inoltre abbassa le difese immunitarie

Se sei in uno stato d'amore, naturalmente doni amore ti apri al mondo, nuove amicizie nuove conoscenze non ti chiudi in un rapporto a due (se hai paura di essere lasciato/a non è amore), senza prigione senza catene puoi volare alto leggera libera e felice. Se sei in uno stato d'amore, diventi un magnete per tutto cio che è bene per te

La paura e l'amore sono in contrapposizione, se sei in uno stato di paura non puoi amare.
Se ami non hai paura di niente
e tutto è ok tutto è perfetto così com è,
Da qui l'importanza del lavoro su di sé, lasciare andare le proprie paure , diverse sono le tecniche e i modi dalla PNL alle tecniche di rilascio emozionale, nello stesso tempo fare un lavoro sull'apertura del cuore aiuta a sviluppare le qualità del cuore le qualità' dell'amore della fiducia della gratitudine

Quindi in conclusione LASCIA ANDARE LE PAURE e sviluppa le qualità' del CUORE

PIU' AMORE MENO PAURA MASSIMA CONSAPEVOLEZZA SEMPRE

Antar Raja  
 http://divinetools-raja.blogspot.it/ La Via del Ritorno... a Casa

sabato 25 aprile 2015

L'Amore è la religione naturale


L'amore è un fiore raro perché fiorisce soltanto quando non c'è paura, mai prima. Questo vuol dire che l'amore può accadere solo a una persona profondamente spirituale, religiosa. Il sesso è per tutti, la conoscenza superficiale è per tutti. L'amore no. (...)

 
La persona orientata verso l'amore è la persona religiosa. Una persona orientata verso l'amore è una persona che non ha paura del futuro, che non ha paura dei risultati e delle conseguenze, che vive qui e ora.(...)

Fai dell'amore un sadhana, una disciplina interiore. Non permettere che sia soltanto una cosa frivola, non permettere che sia solo un'occupazione della mente. Non permettere che sia soltanto una soddisfazione del corpo. Fanne una ricerca interiore.

La chiave di base è questa: devi permettere all'altro di penetrarti sin nel recesso più profondo del tuo intimo, fino alle fondamenta del tuo essere. La distruzione dell'ego è la meta. Da qualunque porta si entri nel mondo interiore - dall'amore, dalla meditazione, dallo yoga, dalla preghiera - qualunque sentiero si scelga, la meta è la stessa: la distruzione dell'ego, buttare via l'ego. Attraverso l'amore può essere fatto molto facilmente, ed è cosí naturale! L'amore è la religione naturale.

Osho

Ecco le cose da dire ai nostri figli

19 COSE DA DIRE AL TUO BAMBINO

Queste frasi dovrebbero rientrare nella comunicazione quotidiana tra genitore e figlio.
1. Ti voglio bene! Non c'è nulla che mi farà mai smettere di amarti, anche quando sono arrabbiata.

2. Sei speciale! Ti osservo con stupore, non solo ciò che fai, ma anche quello che sei. 

3. Stai tranquillo, va bene piangere. Le persone piangono per tante ragioni: quando sono ferite, tristi, felici, o preoccupate, quando sono arrabbiate, impaurite, o sole. Tante gente grande piange...lo faccio anche io. 

4. Cosa è accaduto di bello oggi? Come stai?

5. Hai fatto la cosa giusta. E' stato spaventoso o duro e anche se non è stato facile, ci sei riuscito. Sono fiero di te. Tu, sei fiero di te stesso? 

6. Mi dispiace. Perdonami. Ho fatto un sbaglio. Ti voglio bene.

7. È possibile cambiare idea. E' giusto decidere, ma è possibile anche avere dei dubbi, quando non siamo sicuri. 

8. Che grande idea! Davvero! Dimmi di più. La tua mente è intelligente! 

9. Sei stato gentile. Hai fatto qualcosa di utile e premuroso per quella persona, questo deve farti sentire bene dentro. Bravo! 

10. Ho una sorpresa per te; non è il tuo compleanno e non c'è nessuna ragione particolare. Ho solo una sorpresa, piccola, ma è una sorpresa. 

11. Posso aspettare, abbiamo tempo. Non è necessario fare in fretta questa volta. 
12. Cosa ti piacerebbe fare? Oggi puoi scegliere ...hai sempre grandi idee.       E' importante che tu segui i tuoi interessi.

13. Parlamene. Mi piacerebbe saperne di più...e poi cosa è successo? Ti ascolto.

14. Sono qui. Non vado via senza salutarti. Ti sto guardando. Ti sto ascoltando.

15. Per favore e grazie. Queste sono parole importanti. Se mi dimentico di usarle, vuoi ricordarmele? 

16. Mi sei mancato. Ti penso sempre! 

17. Prova. Un poco. Un gusto, un passo. Potrebbe piacerti. Ti aiuto se hai bisogno. Credo che si possa fare. 

18. Ho sentito che mi hai chiamato, io sono qui. Come posso aiutarti? Se lavoriamo insieme, possiamo ottenere questa cosa. So che si può fare da soli, ma sono felice di aiutarti poiché lo hai chiesto. 

19. Ti capisco, so come ti senti.

Lavorare sulla sua autostima, sin da quando è piccolo permette di crescerlo sereno e fiducioso nella vita!
http://www.gioia4kids.it/2015/04/03/19-cose-da-dire-al-tuo-bambino/

sabato 18 aprile 2015

Aggiustare il mondo

Una bambina ed il suo papà erano seduti sul treno. Il viaggio sarebbe durato un'ora circa. Il padre si siede comodamente e si mette a leggere una rivista per distrarsi.
Ad un certo punto la bambina lo interrompe e domanda: "Cos'è quello, papà?". L'uomo si volta per vedere quello che gli aveva indicato la figlia  e risponde: "E' una fattoria." Incomincia di nuovo a leggere quando la bambina gli domanda un'altra volta: "Quando arriveremo, papà?". Il padre gli risponde che manca ancora molto.
Aveva di nuovo cominciato a leggere la sua rivista quando un'altra domanda della bambina lo interrompe e così per tantissime altre volte.... Il padre disperato cerca la maniera di distrarla
Vede sulla rivista che stava leggendo la figura del mappamondo, la rompe in molti pezzetti e li da alla figlia invitandola a ricostruire la figura del mappamondo. Così si siede felice sul suo sedile convinto che la figlia sarebbe stata occupata per tutto il resto del viaggio.

Aveva appena cominciato a leggere di nuovo la sua rivista quando la bambina  esclama: "HO TERMINATO". "Impossibile! Non posso crederci! Come hai potuto ricostruire il mondo in così poco tempo?"
Però il mappamondo era stato ricostruito perfettamente. Allora il padre gli domanda di nuovo:
"Come hai potuto ricostruire il mondo così rapidamente?"
La bimba risponde: "Non mi sono fissata sul mondo.... dietro al foglio c'era la figura di un uomo, HO RICOSTRUITO L'UOMO E IL MONDO SI E' AGGIUSTATO DA SOLO!!!".
Il mondo sarà aggiustato solo quando gli uomini saranno aggiustati ossia, saranno leali ed onesti.
http://blog.libero.it/Assenzadigravita/12396438.html

mercoledì 8 aprile 2015

Al posto giusto nel momento giusto


Sentirsi al posto giusto nel momento giusto

Siamo esseri umani in cammino, e quante volte ci siamo sentiti sballottati dagli eventi, incapaci di cogliere in ciò che stavamo vivendo la funzionalità del nostro vissuto. Le reazioni che abbiamo avuto sono state le più disparate, cercando ogni volta di dare un senso, una direzione, al tumulto che ci ha assalito, forte al punto da indurre la sensazione di essere sradicati e portati via da ciò che ritenevamo essere la vita che dovevamo vivere.

Abbiamo imprecato con forza, oppure ci siamo rinchiusi nelle nostre “stanze” a coltivare un senso di subito, altre volte invece, il nostro istinto ci ha fatto serrare le mascelle nel tentativo di non mostrare ciò che si animava nelle viscere, come se dovesse passare un’ondata di piena, avendo a disposizione solamente un piccolo ramo, al quale rimanevamo attaccati con il timore che si rompesse facendoci precipitare nell’ignoto.

Questi sono punti intermedi del nostro cammino, punti che ritenevamo essere di arrivo, ma che sono semplicemente punti intermedi di un percorso che culminerà nella totale identificazione con la nostra anima. Li abbiamo vissuti con sofferenza perché eravamo preda dell’ignoranza, pensando di avere sbagliato qualcosa per poterci affossare ancora di più nel lamento, fino a giungere a giocare la carta del senso di colpa per indurre il prossimo ad assecondarci.

Quante volte avremmo voluto fermarci, ma ogni volta una forza “misteriosa” ci ha fatto volgere gli occhi al cielo e siamo ripartiti, un po’ più ammaccati nella personalità, ma rinvigoriti nello spirito. Perché la vita è fatta così, siamo perfetti in ogni momento ma perfettibili, in ogni istante giungiamo dove dobbiamo essere, ma nello stesso tempo siamo sospinti a stare meglio, gettando il cuore oltre l’ostacolo, perché è nella natura umana il desiderio di star bene e far star bene anche il prossimo, un impulso che diverrà sempre più forte e prenderà il nome di “servizio”.

Sentirsi al posto giusto nel momento giusto è una condizione della coscienza che cresce nel tempo, e che deve essere nutrita con cura, ancora di più quando le cose sembrano andare esattamente al contrario di quanto preventivato. Ogni istante della nostra vita è il prodotto del nostro vissuto, ed ogni volta possiamo sentirci a “casa”, non quella ideale e illusoria che ci fa sempre scappare o restare di malavoglia, ma quella vera e reale, quella oggettiva di una vita che non ci dona mai qualcosa che non sia funzionale al nostro cammino.
Allora, invece di rincorrere le illusioni facendoci “forti” di una percezione limitata, cominciamo a sentirci al posto giusto nel momento giusto, è bello fermarsi e decidere in quale condizione si vuole stare, è bello decidere della propria vita anche quando i luoghi fisici e non, che visitiamo, ci appaiono fuori posto, è bello mettere in ordine, è bello nutrire un senso di pace che, come i cerchi procurati da un sasso nell’acqua, si espandono sempre di più appianando ogni asperità.

Sentirsi al posto giusto nel momento giusto non è una condizione che giunge all’improvviso, ma un processo graduale, giorno dopo giorno, facendo il male che non si vorrebbe fare, e non riuscendo a fare il bene che vorremmo. L’essere umano vive questo conflitto, ma giorno dopo giorno riuscirà a erodere la propria ignoranza, sino a sfociare nella quiete di un’anima che è sempre stata al suo fianco.

Per saperne di più su come questo processo potrà avvenire in pratica vi consiglio di partecipare alle conferenze di Energheia prima scuola italiana di formazione per Terapeuti Esoterici http://yogavitaesalute.it/agnihotri-la-scuola/eventi-agnihotri-la-scuola oppure verificare sulla mappa corsi se vicino a voi si trova un Corso Pratico di Meditazione o un Corso di Raja Yoga e Meditazione a cura dell’associazione Atman http://yogavitaesalute.it/agnihotri-la-scuola/mappa-corsi
In ogni caso la vita saprà darvi quanto necessario in ogni momento.
Mercoledì 1 Ottobre 2014
http://yogavitaesalute.it/psicologia-dello-yoga/sentirsi-al-posto-giusto-nel-momento-giusto